1. Che cosa garantiscono i marchi di qualità?
I marchi di qualità rappresentano certificazioni di conformità e garantiscono che il prodotto è stato realizzato secondo norme standard di fabbricazione. L’ottenimento del marchio avviene dopo un severo iter di omologazione che prevede una serie di prove e controlli. L’istituto che concede l’uso del Marchio, inoltre, effettua un controllo permanente sull’utilizzo del marchio e sul costante mantenimento degli standard di fabbricazione, avvalendosi di propri ispettori e laboratori specializzati . I tubi di PM Plastic Materials sono certificati da tutti i maggiori istituti di certificazione europea. Ad esempio, i tubi ICTA in polipropilene di PM Plastic Materials (FLEXLub™, FLEXLub™ Color) sono certificati dai seguenti istituti di marchio europei:
IMQ – Istituto Marchio Qualità – Italia
Aenor – Ass. Espanola de Normalizacion y Certificacion - Spagna
BSI – Kitemark License – U.K.
Cebec – SGS Belgium - Belgio
D – UL Demko - Danimarca
FI – SGS Fimko - Finlandia
N – Nemko - Norvegia
NF – LCIE Bureau Veritas - Francia
OVE – Austrian Electrotechnical Ass. - Austria
S - Intertek Semko - Svezia
SEV – Electrosuisse - Svizzera
VDE – VDE P. und Z. GmbH - Germania
Per sapere di più sui marchi di qualità per tubi per impianti elettrici, vai alla sezione del sito “certificazioni”, aree “Parametri tecnici e prove di laboratorio” e “Certificazioni”.
2. Che cosa significa “Standard IEC EN 61386”?
Gli Standard EN sono norme internazionalmente riconosciute di fabbricazione e di standardizzazione di prodotti fabbricati in serie. In particolare, la EN 61386 specifica le prescrizioni e le prove applicabili ai sistemi di tubi e accessori destinati alla protezione e alla installazione dei conduttori isolati e/o dei cavi negli impianti elettrici o nei sistemi di telecomunicazione fino a 1000V in c.a. e/o fino a 1500V in c.c.
3. Che cosa significa “Norma europea EN 50267”?
E’ la norma europea che stabilisce le prove tecniche e i metodi con cui testare il comportamento dei cavi sottoposti ad incendio. In particolare, stabilisce la procedura per determinare il contenuto di acidi alogeni gassosi nelle emissioni che si sviluppano durante la combustione.
Negli incendi, ai danni prodotti dall'azione diretta del fuoco, si sommano quelli dovuti agli agenti corrosivi contenuti nei gas della combustione che raggiungono gli ambienti non direttamente intaccati dal fuoco.
Se le guaine e gli isolamenti dei cavi sono realizzati in PVC, in caso di incendio, tali prodotti rilasciano dal 25% al 30% in peso di cloro che, combinandosi con l'umidità dell'aria, forma acido cloridrico, il quale si deposita su tutte le superfici venute a contatto con il fumo ed inizia la sua azione corrosiva. Spesso i danni della corrosione superano quelli procurati dal fuoco.
Al contrario, i tubi in polipropilene – come FLEXCab™, FLEXLub™, FLEXLub Color™, FLEX HiSpeed™, FLEXSuperBlu™ - in caso di incendio non producono acidi nocivi e limitano significativamente l’emissione di fumi tossici, salvaguardando quindi la salute delle persone e l’integrità degli oggetti. Per queste ragioni, i tubi in polipropilene sono raccomandati in tutti i luoghi con un’elevata presenza di persone, come uffici, alberghi, ospedali, scuole, banche, luoghi di pubblico spettacolo, edifici pregevoli per storia ed arte, etc.
4. Che cosa significa “Norma Internazionale IEC 61034”?
E’ la norma internazionale che stabilisce le prove tecniche e i metodi con cui valutare la densità dei fumi generati da cavi sottoposti a combustione. Il dato di riferimento si ottiene valutando la quantità di luce che penetra attraverso i fumi.
5. I 4 numeri legati alla classificazione del tubo (ad es. ICTA 3422) che cosa indicano?
La normativa prevede la classificazione del tubo secondo 12 indicatori, i primi 4 indicatori vengono marcati sul tubo e sui cataloghi e sono:
1° cifra: resistenza allo schiacciamento (da 1 a 5)
2° cifra: resistenza agli urti (da 1 a 5)
3° cifra: temperatura minima d’installazione (da 1 a 5)
4° cifra: temperatura massima d’installazione (da 1 a 7)
Per saperne di più, vai alla sezione del sito “certificazioni”, area “Parametri tecnici e prove di laboratorio”.
6. Che cosa significa resistenza alla compressione di “750N” e resistenza di “1000N”?
- Il test di compressione viene effettuato con una macchina chiamata dinamometro; durante il test il tubo viene schiacciato da un blocchetto in acciaio di lato pari a 50 mm.
- La forza di compressione applicata viene misurata in Newton (9,8 N = 1 kgf), quindi 750 N = circa 75 kg, 1000 N = circa 100 Kg. Vengono controllati sia la velocità sia il valore assoluto della deformazione (cedimento ) e viene calcolato il cedimento relativo in % sul diametro.
- Al termine della prova il tubo deve mantenere almeno l’ 80 % del suo diametro interno (passaggio dell’oliva calibrata), il cedimento relativo non deve oltrepassare il 25% per il PVC ed il 50 % per il PP.
Per saperne di più, vai alla sezione del sito “certificazioni”, area “Parametri tecnici e prove di laboratorio”.
7. Che cosa significa “resistenza all’urto di 6 joule”?
Il test di resistenza all’urto viene effettuato lasciando cadere sul provino (uno spezzone di tubo di lunghezza paria a 20 cm ) un dardo di peso variabile (martello).
L’energia dell’urto è pari al prodotto del peso del dardo x l’altezza da cui viene lasciato cadere: 1 joule = 1 N x 1 metro.
Nel caso della prova tipica per i tubi in polipropilene si applica un’energia particolarmente elevata e pari a 6 joule che equivale ad un peso di 600 gr lasciato cadere da un metro; la prova è resa ancora più severa in quanto viene eseguita alla temperatura minima di utilizzo del tubo (-5°C oppure –15°C).
Per saperne di più, vai alla sezione del sito “certificazioni”, area “Parametri tecnici e prove di laboratorio”.
8. Che cosa significa “autorinvente”?
Il tubo sottoposto in laboratorio ad un carico di schiacciamento di 750 Newton su 5 cm, può ridurre il diametro anche fino al 50%. Una volta tolto il carico il diametro ritorna al valore iniziale con una riduzione inferiore al 10%.
Per saperne di più, vai alla sezione del sito “certificazioni”, area “Parametri tecnici e prove di laboratorio”.
9. La normativa di riferimento prevede una relazione tra il colore del tubo corrugato e la tipologia di cavi contenuti?
La normativa non specifica nulla a riguardo, si tratta di una consuetudine che prevede:
- nero e bianco per linee di distribuzione e potenza;
- azzurro: per la citofonia;
- marrone per emergenza e allarme;
- verde per il telefono;
- viola per la filodiffusione.
10. Che differenza c’è tra il tubo in PVC e il tubo in polipropilene?
Il tubo in polipropilene, a differenza del tubo in PVC, è:
- 3 volte più resistenti all’urto (6 joule a -5°C invece di 2 joule)
- resistente alle basse e alle alte temperature (da-15°C a +90°C)
- auto – rinvenente
- esenti da microfori
- è ecocompatibile: è LSZH, quindi a bassissima emissione di fumi tossici, e non contiene né metalli pesanti (ad es, piombo) né clorurati.
Per tutte queste caratteristiche, i tubi corrugati in polipropilene sono ideali per la realizzazione di qualsiasi impianto in qualunque condizione.
Sono indispensabili nella realizzazione di impianti elettrici annegati nel calcestruzzo ed in particolare quando vengono impiegate tecnologie di maturazione accelerata dei getti mediante vibrazione.
11. Che cosa significa che il tubo in polipropilene è “LSZH?”
Low Smoke Halogen Free: con questa dicitura, con riferimento a cavi e ai tubi protettivi isolanti, si classificano quei materiali termoplastici che emettono un livello bassissimo di fumi e zero alogeni quando vengono esposti a fonti di elevato calore, come la fiamma.
I tubi corrugati in PVC non sono LSZH: in caso di incendio, i tubi in PVC e i cavi LSZH rilasciano cloro ed acido cloridrico, un gas tossico ed altamente irritante. I tubi isolanti in polipropilene e i cavi LSZH, invece, non producono acidi nocivi e limitano significativamente l’emissione di fumi tossici.
Per queste ragioni, i tubi in polipropilene LSZH stanno diventando lo standard di installazione in molti Paesi e, grazie alla loro sicurezza per le persone e le cose, sono fortemente raccomandati nelle costruzioni destinate a ospitare collettività, come ospedali, scuole, ospizi, etc.
12. Che cosa significa che il tubo in polipropilene è “esente da microfori”?
Il tubo in polipropilene, a differenza del tubo in PVC, grazie al tipo di polimero plastico ed agli spessori tipici della sua parete (superiori rispetto a quelli del pvc), non presenta microforature: per questa caratteristica, è il solo tubo garantito da PM negli impianti annegati in calcestruzzo
13. I tubi in polipropilene (serie FLEX ICTA) sono indicati solo per impianti annegati direttamente nel calcestruzzo o è possibile utilizzarli anche sotto traccia?
In virtù delle caratteristiche di autorinvenenza e di assenza di microfori, i tubi della serie FLEX ICTA sono indispensabili nella realizzazione di impianti annegati nel calcestruzzo. A maggior ragione, sono indicati anche nelle applicazioni sotto traccia, dove le sollecitazioni meccaniche sono inferiori.
14. I tubi pieghevoli possono essere installati all’esterno?
No, i tubi pieghevoli devono essere installati sotto traccia o sotto intonaco, a pavimento, parete o soffitto, annegati in calcestruzzo o cemento liquido, in pareti mobili, nei controsoffitti. Non possono essere installati all’esterno e soprattutto non alla diretta esposizione della luce solare.
15. Per il sistema “tubi rigidi“, che cosa esprime il “grado di protezione IP”?
Il codice IP (“Indice di Protezione”) è costituito da due cifre (ad es IP65) che definiscono il grado di protezione del sistema. Si intende per “sistema” l’accoppiamento di tubi e raccordi; a cifra più alta corrisponde maggiore protezione.
La prima cifra varia da 1 a 6 e definisce la protezione dall’ingresso di solidi (polvere).
La seconda va da 1 a 8 e definisce la protezione dall’ingresso di liquidi (gocce d’acqua, spruzzi, immersione).
16. I tubi rigidi possono essere installati all’esterno sotto la diretta esposizione dei raggi solari?
No, i tubi rigidi ed accessori possono essere installati all’esterno del muro, ma solo in luoghi riparati dalla diretta esposizione alla luce solare.
17. I tubi rigidi, pieghevoli e flessibili possono essere stoccati all’esterno?
No, i tubi devono essere sempre immagazzinati in luoghi protetti dalla luce solare. E’ tuttavia possibile stoccare all’esterno, alla luce solare, i bancali di tubi integri e muniti dell’apposito telo protettivo anti-uv. Il telo protettivo va sempre riposizionato a protezione dei rotoli o fasci di tubi dopo aver prelevato merce dai bancali.
18. Gli imballi dei tubi di PM sono riciclabili?
Sì, tutti gli imballi sono in polietilene riciclabile al 100%
19. Dove si smaltiscono gli imballi e le rimanenze di tubo?
Il tubo, sia in Polipropilene, sia in PVC, è riciclabile. Imballi e rimanenze di tubo sono da consegnare alle piazzole comunali attrezzate per l’invio alla rigenerazione delle materie plastiche.
20. Quali sono i vantaggi del tubo pre-infilato?
L’utilizzo dei tubi preinfilati FLEX Cab consente di ridurre del 50% il tempo di installazione. Un solo operaio può effettuare la posa e si eliminano il dispendioso lavoro dell’infilaggio dei cavi e i rischi ad esso connessi (danneggiamento dei conduttori, attriti, ecc.).
21. Qual è il risparmio che posso ottenere, alla fine, utilizzando il tubo pre-infilato invece di quello vuoto?
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22. Per quali tipo di impianto si può utilizzare il tubo pre-infilato?
FLEX Cab può essere utilizzato per la realizzazione di qualsiasi tipo di impianto: a parete tradizionale, nella parete in cartongesso, nelle pareti mobili, nei controsoffitti, a pavimento sotto traccia, annegato in calcestruzzo o in cemento liquido.
23. Come si utilizza il tubo pre-infilato?
La posa del pre-infilato è facile, perché il peso dei conduttori rende il tubo stabile. Bastano pochi accorgimenti per beneficiare al massimo dei vantaggi di velocità e sicurezza del pre-infilato. Guarda il filmato di FLEX CAB nell’area “FLEXCab”, che illustra le istruzioni d’uso per un impianto a regola d’arte.
24. Come cambia la distribuzione dell’impianto elettrico con il tubo pre-infilato?
La distribuzione consigliata dalla norme e raccomandata per l'utilizzo del tubo pre-infilato è quella "a stella" a partire dalla scatola di distribuzione, con allacciamento di un tubo per ogni utilizzo; con questa distribuzione si hanno minori carichi di corrente, minori campi elettromagnetici e un impianto semplice e lineare. E' da evitare la derivazione a "cascata" perchè più disordinata e meno sicura.
25. Con il tubo pre-infilato posso infilare altri cavi?
Certo: grazie alla lubrificazione interna del tubo, in ogni momento è possibile, senza fatica, infilare ulteriori cavi.
26. Come si srotola il tubo pre-infilato?
Con l’apposito svolgitore PM EASY che consente un regolare e facile srotolamento del tubo pre-infilato, mantenendo integro l’imballo del rotolo per successivi utilizzi.
27. Quanto è lo spreco di tubo nell’utilizzo del pre-infilato?
Come per il tubo vuoto, si spreca la pezzatura minima utilizzabile per una connessione, quindi circa 2 metri .
28. Qual è il rischio di furto in cantiere in caso di utilizzo del tubo pre-infilato?
Se le scatole di frutto e di derivazione vengono protette con gli appositi coperchi, il tubo non è “visibile” entro il cantiere; inoltre, trattandosi di cavi di modesto diametro e modesto contenuto di rame, l’appetibilità per eventuali ladri è scarsa.